La zona del Sassella

Dopo Morbegno, ad Ardenno inizia il territorio (terroir) identificato e certificato dal recente riconoscimento della Docg dei vini Valtellina Superiore (24 giugno 1998). A Castione Andevenno inizia la zona della Sassella, Castione è stata battezzata per la sua esposizione climatica “La Riviera della Valtellina”, poiché vi crescevano l’olivo, l’agave, la palma e tra i filari delle vite venivano coltivati gli asparagi. Prima di giungere a Sondrio, in località Sassella sorge il Santuario della Beata Vergine Annunziata. Tutt’intorno allignano i vigneti della “Castellina”, cantina di produzione della Fondazione Fojanini, Istituto sperimentale di ricerca di viticoltura e frutticoltura (tel. 0342 512954) che produce Sassella e da quest’anno anche Sforzato. Seguendo la stradina per Triasso, poco distante a Sant’Anna, il convento di San Lorenzo che sovrasta la città di Sondrio, conserva un antico vigneto, oggi proprietà delle monache che vi abitano.

coltivazione della vite: un lavoro da generazioni per rubare spazio alla montagna

Quella valtellinese è una viticoltura di montagna dove ogni metro quadrato dedicato al vigneto in queste zone è stato inventato, sostituendo alla nuda roccia il terreno trasportato

terrazzi di vite al sole

a spalla dal fondovalle, e protetto con infiniti muretti a secco denominati “murachi”. La Valtellina si apre verso oriente, alla fine del lago di Como, racchiusa tra le Prealpi Orobiche e le Alpi Retiche, estendosi per circa 120 chilometri, fino a Livigno al confine con la Svizzera. Da Delebio a Morbegno fino a Sondrio e poi ancora a Tirano, al turista si presenta uno scenario inconsueto con un fondovalle vasto e piano dove scorre il fiume Adda, mentre il versante a meridione, denominato Retico e meglio esposto al sole, è movimentato da terrazzi e da conoidi e dove il terreno trova la migliore esposizione, alligna meravigliosamente la coltivazione della vite.